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FARMACI NON CARDIACI CONTROINDICATI IN PAZIENTI PORTATORI DI SINDROME DEL QT LUNGOMolti farmaci e principi attivi anche non cardiaci possono provocare, come effetto collaterale, un prolungamento dell’intervallo QT e, in alcuni casi, è stata confermata anche l’induzione di aritmie ventricolari pericolose (torsioni di punta). Elenchiamo di seguito alcuni farmaci di impiego relativamente comune nella pratica clinica, a noi noti (dalla letteratura medica o per osservazione diretta, aggiornato al giugno 2003) per aver provocato prolungamento dell’intervallo QT e per il loro effetto aritmogeno. Tale elenco non è, per definizione, esaustivo perché tale effetto non viene routinariamente e necessariamente studiato ed evidenziato esistendo una notevole variabilità individuale di risposta all’uso di tali farmaci. L’uso di tali sostanze è, in ogni caso, controindicato nei pazienti portatori di Sindrome del QT Lungo (LQTS), nei quali un ulteriore prolungamento dell’intervallo QT potrebbe avere conseguenze potenzialmente più gravi che in un soggetto normale. Se l’uso di tali sostanze fosse comunque imperativamente necessario ed insostituibile in occasione di particolari patologie e/o situazioni cliniche in cui vi fosse un’indicazione assoluta ed esclusiva, raccomandiamo di monitorare accuratamente il paziente per quanto riguarda la durata dell’intervallo QT e l’eventuale insorgenza di aritmie. Si segnala che è necessaria estrema cautela nell’eventuale associazione di tali farmaci; essa, infatti, potrebbe potenziare ulteriormente l’effetto aritmogeno e di prolungamento dell’intervallo QT, sia per una eventuale azione sinergica che per possibili interferenze reciproche tra i farmaci dal punto di vista metabolico. Bassi livelli di potassiemia possono favorire la comparsa di sintomi, pertanto è necessario porre particolare attenzione in tutte le situazioni associate a perdita di potassio (uso di diuretici, vomito, diarrea). ANTIBIOTICI: Macrolidi: Prolungamento dell’intervallo QT ed artmie pericolose sono stati osservati in pazienti trattati con Eritromicina, Spiramicina e Claritromicina (per os ed im). Nondimeno tale effetto è potenzialmente comune a tutti i macrolidi (compresi quelli di nuova generazione). - Trimetoprim + Sulfametossazolo (Bactrim). - Pentamidina. ANTIMICOTICI - Prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie pericolose sono stati osservati con farmaci della classe degli Imidazolici, quali Miconazolo (Daktarin) e Ketoconazolo (Nizoral). Attualmente non è noto se altri antimicotici possano avere il medesimo effetto. ANTISTAMINICI - Prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie pericolose sono stati osservati con farmaci della classe delle Piperidine, quali Terfenadina (Teldane) e Astemizolo (Hismanal); inoltre sono da evitare Dimenidrinato e Ciproeptadina. Attualmente non è noto se altri antistaminici abbiano il medesimo effetto. Se si rendesse necessario somministrare antistaminici è possibile utilizzare Cetirizina (Zirtec). ANTIDEPRESSIVI TRI-QUADRICICLICI - Potenzialmente tutti i farmaci di tale classe hanno tale effetto. E’ consigliata particolare attenzione anche nell’uso di altri antidepressivi (Fluoxetina: Prozac). NEUROLETTICI - Potenzialmente tutti i farmaci appartenenti alla classe delle fenotiazine ed i neurolettici di nuova generazione come il Risperidone (Risperdal) hanno tale effetto. GASTROCINETICI ed ANTIEMETICI - Cisapride (Cipril, Prepulsid, Alimix) - Domperidone (Motilium) - Metoclopramide (Plasil) - Demenidrinato (Xamamina, Valontan, Travelgum) N.B. - Cautela deve essere usata nell’uso di anestetici volatili - Si ricorda che in corso di anestesia per cure odontoiatriche si deve evitare la somministrazione di adrenalina. |
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